Cefalea Primaria

Introduzione

La cefalea primaria rappresenta il 90% dei casi di cefalea. Per questa tipologia di cefalea non si è in grado di trovare la causa scatenante e ha la peculiarità di ripresentarsi nel tempo. Per distinguere le diverse tipologie di cefalea primaria si fa affidamento su determinati parametri:
  • Localizzazione
  • Durata
  • Frequenza
  • Intensità
  • Sintomi associati
Esaminiamoli con più precisione.

Parametri di indagine

Localizzazione

Si va a valutare se il dolore è in corrispondenza di una sola metà del cranio o se è bilaterale. Solitamente, quando si presenta con monolateralità si tratta di emicrania o di cefalea a grappolo.
Tuttavia, nel caso di emicrania bisogna tenere in considerazione che la sede della cefalea può anche cambiare lato, e questo non deve destare preoccupazione in quanto è un evento frequente.

Durata

Viene valutato per quanto tempo perdura il dolore. Questo può variare da qualche minuto fino qualche settimana. La differenza è data dalla tipologia di cefalea presa in considerazione.
Per quanto riguarda le cefalee secondarie, la durata varia in  base a quanto tempo perdura la causa scatenante.

Frequenza

Si indaga sulla quantità di volte che si verifica l’evento. Questo può presentarsi anche in momenti specifici o ricorrenti (es. ciclo mestruale, durante le vacanze o durante il sonno). 

Per quanto riguarda la cefalea muscolotensiva, si riscontra che, è molto suscettibile allo stato di tensione emotiva del soggetto.

Intensità

Questo parametro è molto variabile, in quanto ogni persona ha una soglia del dolore diversa che permette di sopportare con maggiore facilità questa sensazione. Tuttavia, è utile identificare l’intensità per ogni singolo soggetto in modo da determinare, nel tempo, la variazione di intensità e associarlo alla sintomatologia.

Un’intensità molto elevata la si trova solitamente in caso di emorragia subaracnoidea e neoplasie cerebrali, e quindi nel caso di cefalea secondaria. Infatti, le cefalee primarie solitamente sono associate a intensità più moderate e peculiari.

Sintomi associati

Possono essere presenti diversi sintomi associati che permettono di fare diagnosi differenziale, e quindi indirizzare il medico verso una diagnosi più certa.

Alcuni sintomi associati sono:

  • AURA, la quale insieme a allucinazioni visive e uditive permettono la diagnosi di emicrania
  • Nausea e vomito
  • Arterite di Horton, con dolorabilità nella zona temporale
  • Deficit di lato, caratterizzati dalla diminuzione della forza di un arto superiore e inferiore del lato opposto a quello in cui si prova dolore
  • Condizioni sociali e ambientali, come esposizioni lavorative o a sostanze

Tipologie di cefalea primaria

In questo articolo verranno trattare le varie tipologie di cefalea primaria in breve, per avere una descrizione più accurata vengono riportati i link di collegamento.

Cefalea muscolotensiva

La cefalea muscolotensiva è la più frequente, infatti si parla di circa 2/3 dei casi di cefalea. Solitamente compare in soggetti adolescenti ed insorge durante i periodi di stress. In questi periodi il soggetto lamenterà dolorabilità in sede muscolare sia della scatola cranica sia della regione occipitale.
Viene descritto come un cerchio alla testa che si irradia a tutto il capo. Tuttavia, il dolore provato non impedisce al soggetto di svolgere le normali attività quotidiane.
Il dolore è bilaterale e nel caso durasse per più di 15 giorni viene definito “stato di cefalea muscolotensiva”

Cefalea a grappolo (o a cluster)

Questo tipo di patologia viene presenta caratteristici episodi raggruppati per un periodo che può durare anche mesi, seguiti da periodi completamente asintomatici.
Colpisce prevalentemente maschi giovani ed insorge durante le ore delle notte, solitamente in fase REM.
Il dolore è intenso, descritto come una lama o un bruciore all’interno dell’occhio, ed inizia solitamente nella regione periorbitaria monolateralmente.

Emicrania

L’emicrania è caratterizzata dalla presenza di dolore a metà volto, il quale aumenta di intensità in modo graduale fino a diventare pulsante. Il dolore può avere origine in regione periorbitaria, per poi estendersi a tutto l’emivolto.
Le cause solitamente sono stress, deprivazione del sonno, ma anche cibi e bevande.
Sintomi e segni tipici sono fonofobia e fotofobia, accompagnati da nausea e vomito. Mentre se il soggetto presenza condizioni più gravi si può essere in presenza di AURA e scotomi scintillanti.

Bibliografia

Harrison, Principi di medicina interna, 19ª ed., CEA Casa Editrice Ambrosiana, 2016

Rugarli C., Medicina interna sistematica, 7ª ed., Edra Masson, 2015

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