La Cefalea

Introduzione

La cefalea, indicata più frequentemente come “mal di testa”, definisce una sensazione dolorosa al capo. Tale dolore può essere localizzato in una regione specifica del capo o in tutta la sua superficie.
Il dolore al capo era noto anche in tempi antichi, questo è sostenuto dal fatto che sono stati rinvenuti teschi che presentavano un foro. Questo foro rappresenta una terapia adottata da quelle persone in modo da ridurre il dolore al capo, determinato probabilmente da ipertensione endocranica. Infatti, il cranio essendo indeformabile, e presentando un aumento della pressione al suo interno, uno dei modi per ridurre questa sintomatologia avveniva tramite l’impiego di trapani al quanto rudimentali. Altrimenti, un altro metodo per ridurre il dolore era quello di inserire la testa in una grossa campana e, successivamente, battere con un martello sulla campana causando una forte onda sonora. Tuttavia, questo metodo si rivelò presto inefficace e controproducente.

Strutture interessate e Meccanismi algogeni

Le strutture in grado di determinare sintomatologia dolorosa sono:

  • Cuoio capelluto, risulta essere innervato, molto vascolarizzato e ricco di fibre algogene, tanto che anche una banale ferita può determinare dolore.
  • Strutture arteriose, tipicamente vengono interessate l’arteria meningea media e le arterie della pia madre
  • I seni della dura madre
  • La falce cerebrale

Gli stimoli sensitivi sono diretti verso il SNC tramite le afferenze dei: N. Trigemino e altri nervi cranici.

I meccanismi che portano allo sviluppo di cefalea sono:

Donna con cefalea

  • Stiramento e trazione di strutture arteriose e venose, comprendendo sia vasi intra- che extracranici.
  • Compressione, stiramento o infiammazione di strutture nervose del primo tratto spinale
  • Spasmo o contrazione della muscolatura cervicale (sia laterale che posteriore)
  • Irritazione meningea, solitamente si verifica in casi di trauma o di infiammazione (es. Meningiti) o di un aumento della pressione all’interno della scatola cranica (ipertensione endocranica)
  • Alterazione delle fibre serotoninergiche, le quali sono capaci di dare cefalea in caso di infezione virale o se la causa fosse autoimmune.

Classificazione delle cefalee

Le cefalee vengono classificate in generale in base alla tipologia della causa scatenante. Infatti, esse si classificano in cefalee primarie, nel caso in cui la causa scatenante non fosse nota, e cefalee secondarie, nel caso in cui la sintomatologia venga determinata da una patologia nota nel paziente.

Le cefalee primarie sono:

  • Cefalea muscolotensiva
  • Cefalea a grappolo (o a cluster)
  • Emicrania

Le cefalee secondarie possono essere:

  • Cefalea post-traumatica
  • Cefalea date da patologie dell’apparato cardiovascolare cerebrale
  • Cefalea da sanguinamento, determinando emorragia cerebrale o emorragia subaracnoidea.
  • Cefalea da lesioni intracraniche
  • Cefalea da processi espansivi (es. neoplasie e ascessi)
  • Cefalea da farmaci o altre sostanze
  • Cefalea da infezione
  • Cefalea da ipossia o ipercapnia
  • Cefalea da situazioni iniziali di ipoglicemia

Sintomi

  • AURA
  • Capogiri
  • Congiuntivite
  • Difficoltà nel linguaggio
  • Disturbi nell’umore
  • Dolore al collo
  • Dolore durante la masticazione
  • Febbre
  • Fonofobia
  • Fotofobia
  • Insonnia
  • Lacrimazione
  • Mal di testa
  • Nausea
  • Pallore
  • Scotomi scintillanti
  • Sonnolenza
  • Vomito

Bibliografia

Harrison, Principi di medicina interna, 19ª ed., CEA Casa Editrice Ambrosiana, 2016

Rugarli C., Medicina interna sistematica, Edra Masson, 2015

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