Alluminio: amico oppure nemico?

Caratteristiche proprietà e impieghi

L’alluminio è identificato dal simbolo Al, è un elemento chimico della tavola periodica con  numero atomico 13 ed è estratto dalla bauxite (roccia rossastra).

Bauxite

L’alluminio si può trovare presente naturalmente in acqua potabile e alimenti non trasformati. Questa porzione naturale viene anche definita “contenuto primario” e rappresenta l’inevitabile contenuto di alluminio negli alimenti.

L’alluminio trova una miriade di usi grazie alle sue eccellenti proprietà materiali come:

  • malleabilità in qualsiasi forma
  • plasticità
  • conduzione del calore
  • bassa densità
  • basso punto di fusione
  • elasticità
  • durezza

Di conseguenza, è molto apprezzato come materiale da costruzione, nelle applicazioni elettrotecniche, come materiale da imballaggio o come combustibile per i razzi a combustibile solido, per citare solo alcuni usi.

I composti di alluminio sono inoltre usati come additivi alimentari, nei cosmetici o nei prodotti farmaceutici. L’alluminio e le leghe di alluminio sono comunemente usate nella fabbricazione di utensili che vengono a contatto con gli alimenti. Insieme agli additivi alimentari, questi oggetti rappresentano un’ulteriore fonte antropogenica di alluminio negli alimenti.

Prima della fine del diciannovesimo secolo gli articoli fatti di Allunimio erano considerati un bene di lusso tuttavia, con una riduzione dei costi di produzione, l’ambito di applicazione è stato notevolmente ampliato. A causa delle proprietà del materiale sopra menzionate, utensili da cucina e da tavola, nonché pentole e padelle sono stati realizzati in alluminio dalla fine del 1900.

La prima applicazione diffusa fu nel settore militare, per la produzione di utensili come posate, pentole e mense. Successivamente, nuove procedure per la preparazione, lo stoccaggio e il confezionamento di prodotti alimentari hanno portato a un maggiore utilizzo di alluminio nei prodotti alimentari. Oggi è impossibile immaginare il settore alimentare senza alluminio.carta stagnola

Fonti di esposizione

La fonte principale di alluminio nel corpo umano è il cibo.

L’alluminio può trovare la sua strada nei prodotti alimentari trasformati attraverso additivi alimentari e attraverso la migrazione da materiali a contatto con gli alimenti che contengono alluminio.

Gli additivi alimentari riconosciuti dall’Unione europea, appartengono alle fonti secondarie e possono avere un’influenza decisiva sulla concentrazione totale di alluminio.

Additivi contenenti alluminio

La tabella rappresenta alcune delle varie forme in cui i composti di alluminio e sono usati come additivi alimentari.

Tra cui possiamo osservare il suo uso come colorante il quale può essere utilizzato esclusivamente come rivestimento esterno di prodotti dolciari per la decorazione di torte e pasticcini.

Altri invece sono impiegati come agente lievitante o antiossidante, come ad esempio il solfato d’alluminio e il solfato di alluminio e potassio.

Vie di assorbimento

Oltre all’assorbimento di Al dato dai cibi ingeriti, abbiamo anche altre vie di assorbiemento tra cui si ricorda:

  • Assorbimento cutaneo: ha un ruolo secondario, tuttavia i deodoranti contenenti alluminio si pensa siano correlati ad un aumento del rischio di cancro al seno.
  • Assorbimento per inalazione: è trascurabile per il pubblico in generale, tranne che per i lavoratori che respirano polveri di alluminio per un periodo prolungato causandone una maggiore tendenza all’alluminosi polmonare.

Analisi

In seguito al uso frequente dell’alluminio è stato intrapreso uno studio per rilevare la migrazione di questo metallo nei prodotti alimentari da contenitori vari.

Viene calcolata una stima del rischio per la salute dei consumatori, basata sull’apporto settimanale tollerabile (TWI) specificato dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) di 1 mg/kg di peso corporeo per tutti i gruppi di persone.

Sono stati analizzati un totale di 297 campioni dal Hessian State Laboratory. I materiali sono stati analizzati in triplice copia  e i risultati ottenuti sono stati pubblicati nel 2011, confermati in seguito da altri studi.

La tabella presenta i livelli di concentrazione di alluminio nei prodotti alimentari di origine vegetale e animale.

Contaminazione di alluminio negli alimenti

La maggior parte degli alimenti non trasformati ha una concentrazione di alluminio minore del 5 mg/kg. I prodotti animali come latticini, salsicce o frutti di mare ma anche verdure e prodotti da forno presentano concentrazioni di alluminio tra 5,00 e 10,00 mg/kg. Gli alimenti come caffè, tè, spezie ed erbe si hanno concentrazioni maggiori 10 mg/kg. Questo è dovuto al fatto che queste piante quali il cespugli di tè, le verdure a foglia e alcuni frutti subtropicali  così come le piante di spezie crescono in terreni acidi accumulando maggiori quantità di alluminio.

Considerazioni

 Per la dose settimanale tollerabile (TWI) il comitato misto di esperti FAO/OMS per gli additivi alimentari e il comitato scientifico dell’alimentazione umana hanno pubblicato una dose provvisoria tollerabile (PTWI) per l’alluminio che è di 7,00mg/kg di peso corporeo a settimana. Questo valore è stato derivato da esperimenti sugli animali che studiano la tossicologia dell’alluminio nei cani, nei ratti e nei topi.

In base a ciò, sarebbe ammissibile per un adulto di 70kg di peso assumere 490mg a settimana e per un bambino di 15 kg un importo di 105mg a settimana.

Studi più recenti su animali suggeriscono che il danno può verificarsi a dosaggi inferiori ovvero 7,0 mg/Kg di peso alla settimana. Nel 2006 il TWI provvisorio è stato ridotto a 1,0 mg/kg di peso corporeo.

Bibliografia

Stahl T. Migration of aluminum from food contact materials to  food—a health riskfor consumers? Part I of III: exposure to aluminum, release of aluminum, tolerable weekly intake (TWI), toxicological effects of aluminum, study design, and methods.  Environmental Sciences Europe.

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