Antiossidanti

Introduzione

L’organismo ha sviluppato numerosi meccanismi per proteggersi dagli effetti dannosi dei radicali liberi e dallo stress ossidativo. Infatti per contrastare l’effetto negativo dei radicali liberi e agenti pro-ossidanti, il corpo umano possiede sistemi ‘’antiossidanti’’ sia enzimatici che non enzimatici aventi il compito di ristabilire un corretto equilibrio tra le parti coinvolte.

Per difendersi dall’azione dannosa dei radicali la cellula possiede diversi sistemi antiossidanti, classificati in due classi in base al meccanismo con cui agiscono.

Cosa sono gli antiossidanti?

Un antiossidante è qualsiasi sostanza che, trovandosi in concentrazioni inferiori rispetto a un substrato ossidabile, è capace di ritardare o inibire l’ossidazione di quel substrato. In ambito biologico, gli antiossidanti hanno la funzione di proteggere e salvaguardare le macromolecole cellulari. In abito fisiologico invece hanno il compito di prevenire i danni a livello cellulare derivanti da reazioni radicaliche.

meccanismo antiossidanti

Vi sono antiossidanti di primo livello, rappresentati da enzimi in grado di ritardare la formazione dei radicali come ad esempio gli enzimi della famiglia delle catalasi. Vi sono inoltre agenti che interferiscono con la propagazione delle reazioni radicaliche terminandone la reazione, di questa classe fanno parte il glutatione e sostanze esogene. Inoltre vi sono antiossidanti non enzimatici tra queste sostanze non enzimatiche con proprietà antiossidanti si ricordano invece la Vitamina E, la Vitamina C, i carotenoidi, i polifenoli e le antocianine.

Classificazione degli antiossidanti

La classificazione dei sistemi antiossidanti presenti nel nostro organismo si base sull’origine e il meccanismo di reazione con cui essi agiscono.

Classificazione per origine

Possono essere classificati in endogeni ed esogeni.

Gli antiossidanti endogeni sono tutti gli enzimi e i composti presenti nelle cellule in grado di interrompere e prevenire le reazioni radicaliche indotte dai ROS. Tra gli endogeni troviamo infatti enzimi appartenenti alle famiglie delle catalasi,  superossido dismutasi e glutatione perossidasi.

Gli antiossidanti esogeni comprendono invece tutte le molecole introdotte con l’alimentazione che svolgono un’azione antiossidante nei confronti dei substrati cellulari. Gli antiossidanti esogeni possono essere vitaminici come ad esempio vitamina C e vitamina E, o non vitaminici ad esempio i polifenoli e i carotenoidi.

Classificazione in base al meccanismo d’azione

La classificazione degli antiossidanti in base al meccanismo d’azione invece risulta essere più complessa in quanto l’ossidazione radicalica dei substrati avviene in diversi fasi quali: iniziazione, propagazione e terminazione. L’azione degli antiossidanti può essere di vario tipo, possono ad esempio inibire enzimi pro-ossidanti o chelare metalli andando a bloccare la fase di iniziazione, oppure neutralizzando i radicali liberi andando a compromettere la fase di propagazione della reazione radicalica. 

Il primo esempio sopra citato, fa riferimento agli antiossidanti definiti secondari o preventivi, in quando ritardano la velocità della fase di iniziazione ed agiscono prevedendo la formazione dei composti radicalici.

Al contrario, come citato nel secondo esempio, gli antiossidanti che vanno a neutralizzare direttamente i radicali liberi formati nella fase di inizializzazione, sono detti primari in quanto interrompono la fase di propagazione cedendo un atomo di idrogeno o uno o più elettroni ai radicali. 

Antiossidanti “naturali”

Negli utili anni la dieta mediterranea, ricca in fibre, vitamine, sali minerali e composti polifenolici ha scosso notevole successo per via dei benefici che apporta. L’effetto benefico dei prodotti vegetali è stato in parte attribuito ai polifenoli in essi presenti, ovvero alla loro capacità antiossidante. Infatti, in seguito al consumo di alimenti ricchi di flavonoidi, è stato osservato un consistente ma temporaneo aumento della capacità antiossidante del plasma.

cibi contenti antiossidanti

Molti cibi, soprattutto quelli di origine vegetale, contengono centinaia di sostanze con attività antiossidante più o meno marcata. Tra le più conosciute spiccano i polifenoli ed alcune vitamine tra cui le vitamine A,C ed E. Per quantificare il potere antiossidante degli alimenti, il Dipartimento di agricoltura americano ha elaborato la scala ORAC (Oxigen Radical Absorbance Capacity), assegnando un punteggio ai cibi in base al loro contenuto di queste sostanze, tale valore non corrisponde tuttavia ad un’elevata biodisponibilità degli antiossidanti contenuti in quel determinato alimento.

Di seguito riportiamo gli alimenti con più capacità antiossidante della classifica ORAC:

  • Succo di melograno 100 gr= 6000 unità
  • Succo d’uva nera 1 bicchier = 5200 unità
  • Succo di mirtillo 1 tazza= 3500 unità
  • Melograno 100 gr= 3300 unità
  • Spinaci cotti 1 tazza= 2040 unità
  • Barbavietola cotta 1 tazza= 1785 unità
  • More 1 tazz = 1470 unità
  • Succo di pompelmo 1 bicchiere= 1275 unità
  • Fragole 1 tazza= 1170 unità
  • Succo d’arancia 1 bicchiere= 1140 unità
  • Arancia 1= 985 unità
  • Susina 1= 625 unità
  • Patata arrosto 1= 575 unità
  • Uva nera 1 grappolo piccolo= 570 unità
  • Peperone 1= 530 unità
  • Kiwi 1= 460 unità
  • Patata americana 430 unità
  • Cavolfiore cotto 1 tazza= 400 unità
  • Uva bianca 1 grappolo= 360 unità
  • Melanzana 1 = 330 unità
  • Mela 1= 300 unità
  • Pesca 1=  250 unità
  • Banana 1= 220 unità
  • Albioccacche 3= 170 unità
  • Pomodoci 1= 115unità

(*I valori riportati sono valori approssimativi. Inoltre la scala ORAC è stata rimossa dal sito USDA per scarsità di dati clinici a supporto dell’effettiva capacità in vivo dei test antiossidanti svolti in vitro e l’assenza di prove sufficienti per determinare gli effetti benefici.)

Oggi sappiamo che le molecole antiossidanti di origine alimentare hanno una vasta gamma di funzioni, molte delle quali sono estranee alla capacità di assorbire i radicali liberi.

Nonostante molti alimenti esercitano un’azione protettiva nei confronti dei radicali liberi, determinate abitudini alimentari scorrette possono aumentarne l’attività. Gli alimenti più pericolosi in assoluto sono quelli ricchi di lipidi ed in particolare di acidi grassi polinsaturi, acidi tipicamente presenti in pesce grasso, oli vegetali e frutta secca. Anche l’esposizione ad inquinanti atmosferici, a radiazioni ionizzanti o ultraviolette, l’abuso di farmaci, il fumo e l’attività fisica intensa sono in grado di aumentare pericolosamente la sintesi di radicali liberi.

Bibliografia

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Lotito S.T., Frei B. 2006. Consumption of flavonoid-rich foods and increased plasma antioxidant capacity in humans: Cause, consequence, or epiphenomenon. Free radical Biology & Medicine.

Cabras P., Martelli A. 2004. Chimica degli alimenti. Piccin editore.

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